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Ottobre 12, 2026 | #Ricerca

Al via 3 tre studi da 3,7 milioni di euro finanziati attraverso il FIS3

Tre giovani ricercatori di INOC, rientrati dagli USA per portare le loro competenze al servizio della ricerca scientifica italiana, hanno vinto uno dei programmi più competitivi a livello nazionale.

L’obiettivo degli studi, che partono in questi giorni, è trasformare la comprensione dei meccanismi biologici fondamentali in strumenti terapeutici concreti per la medicina del futuro

Candiolo, 9 ottobre 2026 – Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha assegnato oltre 3,7 milioni di euro del Fondo Italiano per la Scienza (FIS3) a INOC – Istituto Nazionale Oncologico Candiolo per sostenere tre ricerche ad alto impatto contro il cancro. I team guidati da Francesco Boccalatte, Annamaria Gullà ed Eugenio Morelli affrontano alcune delle sfide più complesse della medicina moderna: smascherare i meccanismi molecolari dell’immune escape, potenziare le immunoterapie contro la leucemia linfoblastica T e mappare i long non-coding RNA per lo sviluppo di nuovi farmaci di precisione.

Decifrare gli interruttori nascosti del genoma che consentono alle cellule tumorali di “mascherarsi”; arruolare le cellule Natural Killer come guardie del corpo intelligenti contro le leucemie; e convertire la frazione non codificante del nostro RNA, la “materia oscura” del genoma, in una risorsa per farmaci di precisione. Sono le sfide scientifiche al centro dei tre nuovi progetti di ricerca di base appena avviati nei laboratori di INOC – Istituto Nazionale Oncologico Candiolo. Finanziati nell’ambito del Fondo Italiano per la Scienza (FIS3) del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) per oltre 3,7 milioni di euro complessivi, i programmi guidati da Francesco Boccalatte, Annamaria Gullà ed Eugenio Morelli cercheranno di superare le principali barriere che ancora limitano l’efficacia delle terapie oncologiche.

Interruttori epigenetici

Il primo grande filone d’indagine riguarda il motivo per cui molte forme tumorali riescono a rendersi invisibili agli occhi delle difese immunitarie. Il progetto “Deciphering the epigenetic drivers of tumor immune escape”, guidato dalla Principal Investigator Annamaria Gullà responsabile del Laboratorio Translational nell’ambito dello Starting Grant con un finanziamento di 1.111.300,00 euro per il settore LS7 (Prevention, Diagnosis and Treatment of Human Diseases), analizza la regia epigenetica della cellula tumorale. “L’obiettivo del progetto è identificare e validare i determinanti epigenetici che guidano l’evasione immunitaria nel mieloma multiplo, utilizzando modelli preclinici che riproducono il microambiente tumorale e approcci multi-omici, con l’obiettivo di individuare nuovi bersagli terapeutici per potenziare l’immunità antitumorale“, spiega Gullà.

Le cellule Natural Killer

Sul fronte delle patologie emato-oncologiche complesse, il progetto “Epigenetic Regulation of Natural Killer Cell Immunotherapy for Acute T cell Leukemia”, coordinato dal Principal Investigator Francesco Boccalatte nell’ambito del Consolidator Grant con un contributo di 1.341.680,00 euro per il settore LS4 (Physiology in Health, Disease and Ageing), affronta il dilemma della leucemia linfoblastica acuta a cellule T (T-ALL). “Trattandosi di una malattia del sangue in cui le cellule maligne condividono l’origine con i linfociti T usati nelle tradizionali terapie CAR-T, il rischio che i linfociti riprogrammati si attacchino a vicenda è molto alto – spiega Boccalatte -. Per superare questo ostacolo, la mia ricerca punta sulle cellule Natural Killer (NK), guardie del corpo naturali del sistema immunitario pronte ad agire in modo rapido e sicuro. Studiarne l’interazione molecolare ed epigenetica con le cellule leucemiche consentirà di prevenire i meccanismi di resistenza e sviluppare trattamenti di precisione ideati per i pazienti che non rispondono alle terapie convenzionali”.

La materia oscura del genoma

A completare questo percorso di frontiera è la ricerca “Unlocking Functional Transcriptomics for Precision Targeting of Tumor-Promoting LncRNAs”, condotta dal Principal Investigator Eugenio Morelli, ricercatore dell’Università degli Studi di Torino (UniTO) che opera presso INOC. Sostenuto da uno Starting Grant di 1.296.748,61 euro nel settore LS1 (Molecules of Life: Biological Mechanisms, Structures and Functions), il progetto si concentra sui long non-coding RNA (LncRNA), molecole che non producono proteine – e che per questo fanno parte della cosiddetta ‘materia oscura’ del genoma – ma regolano i processi biologici chiave delle cellule tumorali. “Sfruttando un’innovativa piattaforma di screening genetico denominata GASP, il nostro obiettivo sarà quello di mappare le regioni dell’RNA essenziali per la proliferazione delle cellule maligne, aprendo la strada a una nuova classe di farmaci di precisione diretti contro il mieloma multiplo e altre patologie oncologiche”, dichiara Morelli.