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Ottobre 2, 2026 | #Tecnologia

TC Photon-Counting: esami sempre più accurati con radiazioni inferiori

La nuova TC Photon-Counting di INOC, inaugurata il 24 settembre 2026 in occasione della visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è un ulteriore tassello del percorso di ammodernamento dell’Istituto, sostenuto dalla Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro con il contributo dei donatori.

Grazie alla TC Photon-Counting è possibile ottenere immagini più nitide, che mostrano dettagli di pochi decimi di millimetro, con una dose di radiazioni e una quantità di mezzo di contrasto inferiori.

Che cos’è la TC Photon-Counting

La tomografia computerizzata con tecnologia Photon-Counting è un’evoluzione della TC tradizionale. Unisce tre vantaggi:

  • distingue meglio i materiali del corpo: sfrutta i diversi livelli di energia dei raggi X per riconoscere sostanze come acqua, calcio, iodio e grasso all’interno del corpo umano (imaging spettrale);
  • è molto rapida: acquisisce in tempi brevissimi le immagini di una parte del corpo;
  • offre immagini molto dettagliate, con una risoluzione estremamente elevata.

Come funziona la TC Photon-Counting

Il detettore, cioè il sensore che raccoglie i raggi X, è costruito con un semiconduttore, che converte direttamente ogni singolo fotone dei raggi X in un impulso elettrico proporzionale alla sua energia. Al suo interno non vi sono i tradizionali setti metallici di collimazione.

Questo permette di contare i fotoni uno per uno e di classificarli in base alla loro energia, eliminando i segnali elettrici sotto una soglia minima, che sono la causa del rumore di fondo nelle immagini.

Il risultato è un netto miglioramento del contrasto dei tessuti molli e dell’efficienza della dose, con immagini di risoluzione spaziale molto elevata: pixel di 0,16-0,2 mm² e una capacità risolutiva fino a 40 coppie di linee per centimetro (contro le 20 dei rivelatori tradizionali), su una matrice di 1024 × 1024 pixel. Tutto questo si ottiene con dosi di radiazione per il paziente significativamente inferiori rispetto alla TC con detettori tradizionali.

Cosa cambia per il paziente oncologico

Nella pratica clinica, e in particolare nel paziente oncologico, questi vantaggi tecnologici significano:

  • basse dosi di radiazioni anche in pazienti con una storia clinica complessa, con comorbidità multiple e lunga sopravvivenza grazie all’efficacia delle terapie, che necessitano di numerosi controlli radiologici nel tempo;
  • possibilità, grazie alle immagini monoenergetiche, di ridurre in modo significativo la quantità di mezzo di contrasto iodato, indispensabile per ottenere informazioni anatomiche e cliniche, con conseguente minore impatto sul paziente e minori costi;
  • possibilità di vedere con maggiore precisione le caratteristiche anatomiche e strutturali delle neoplasie e specifici biomarcatori di immagine (ad esempio la quantità di iodio presente in una neoplasia, la sua distribuzione al suo interno e le sue variazioni nel corso della terapia). Questo migliora il riconoscimento e la descrizione delle lesioni, aumenta la sicurezza della diagnosi e permette di conoscere, in modo non invasivo, come si comportano le neoplasie durante il trattamento.