Hospice Monviso
COMUNICATO STAMPA
Torino, 31 maggio 2026
In occasione della Giornata Nazionale del Sollievo, INOC – Istituto Nazionale Oncologico Candiolo racconta come l’Hospice Monviso sia una realtà che ribalta l’idea comune di hospice come luogo in cui la medicina si ritira. All’Hospice Monviso la medicina cambia obiettivo e abbraccia una visione più ampia: umanizzare le cure, alleviare il dolore senza spegnere la persona, mettere al centro la dignità e la qualità del tempo che resta.
Nell’hospice realizzato nel 2021 grazie al sostegno della Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro la tecnologia fa un passo indietro per mettere al centro la presenza umana e la qualità della vita.
Situato al terzo piano dell’Istituto, “Monviso” si estende su 2mila e 500 metri quadrati ed è stato realizzato grazie a un investimento di circa 250.000 euro della Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro, e con l’importante supporto del Maestro Ugo Nespolo, da sempre vicino a Candiolo, che ha donato più di 50 opere per arredare e rendere ancora più accoglienti le camere e gli spazi comuni, oltre che disegnare il logo. L’Hospice conferma l’attenzione per il paziente da parte dell’Istituto, garantendo così le cure e il benessere psicologico a quelle persone che vivono una fase della malattia avanzata o terminale. Il nome “Monviso” vuole sottolineare il forte legame che da sempre contraddistingue il rapporto tra la Fondazione, l’Istituto e il territorio, oltre al fatto che lo skyline dell’arco alpino piemontese è ben visibile dalle sue finestre.
Grazie alla collaborazione con la Fondazione Circolo dei Lettori, l’Hospice è inoltre dotato di una piccola biblioteca, a disposizione dei degenti e dei loro cari.
Il servizio si inserisce in un contesto, come quello piemontese, in cui il fabbisogno di cure è in crescita. Secondo i dati del portale Demos Piemonte, nella provincia di Torino quasi il 27% della popolazione ha superato i 65 anni. L’indice di vecchiaia è schizzato a 246,1 (due anziani e mezzo per ogni under 15), con una crescita di oltre 17 punti rispetto al censimento ISTAT del 2023. Con l’invecchiamento della popolazione aumentano inevitabilmente i casi di malattie croniche avanzate e tumori non più guaribili. Quando le terapie attive non sono più appropriate e le famiglie non riescono a gestire da sole l’assistenza a domicilio, l’Hospice Monviso diventa quella “casa protetta” in cui la cura continua. “L’Hospice Monviso non è il luogo dove la
si arrende: è il luogo dove la medicina cambia obiettivo – dichiara Piero Fenu, Direttore Sanitario di INOC-. Il traguardo non è la guarigione, ma il controllo dei sintomi e il miglioramento della qualità della vita”.
Non si tratta di accanirsi o di allungare il tempo a livello cronometrico, ma di riempire quel tempo di dignità e relazioni, riducendo la sofferenza. “A guidarci è un’idea semplice: aggiungere qualità ai giorni, non solo giorni alla vita”, sottolinea Veronica Perlo, Responsabile della Terapia del Dolore e Cure Palliative.
Situato all’interno di INOC (a 15 km da Torino), l’Hospice è immerso nella natura del Parco di Stupinigi. Qui la quiete e la privacy non sono semplici scelte estetiche, ma veri e propri strumenti terapeutici. La struttura dispone di 20 camere singole inondate di luce naturale che affacciano sul verde e sulle montagne. Ogni stanza è dotata di un letto aggiuntivo per i familiari e può essere personalizzata con foto, piante e oggetti cari. “Ogni scelta nasce dall’intenzione di far sentire il paziente in un luogo suo”, spiega Francesco Bona, Direttore dell’Hospice Monviso.
All’Hospice Monviso la tecnologia c’è, ma fa un passo indietro per lasciare spazio alla presenza umana. Un’équipe multidisciplinare di 7/8 specialisti sempre attivi (medici palliativisti, infermieri, psicologi, fisioterapisti, assistenti spirituali e sociali) si prende cura non solo del paziente, ma dell’intero nucleo familiare, con un supporto psicologico ai caregiver che continua anche dopo il ricovero. Grazie al programma Candiolo Cares – sostenuto dalla Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro – all’interno del’’Hospice i servizi complementari sono terapie scientificamente validate che riducono ansia e stress. C’è ad esempio la
musicoterapia: una professionista lavora con il paziente ascoltando canzoni del passato o improvvisando per far emergere emozioni positive. Poi c’è anche la Pet Therapy: in collaborazione con l’associazione Aslan, il contatto con cani addestrati mitiga la percezione del dolore. Infine, c’è il Caring Massage (in fase di attivazione): massaggi a pressione moderata eseguiti da infermieri esperti, dove il tocco consapevole diventa comunicazione affettiva e rassicurazione. Tutto questo mantenendo il paziente lucido: i farmaci gestiscono i sintomi senza “spegnere” la persona, permettendole di godere dei propri affetti.
Il ricovero presso l’Hospice Monviso è interamente gratuito, garantito dal Servizio Sanitario Nazionale. L’accesso avviene su richiesta del medico di famiglia o ospedaliero. “Il primo passo è un colloquio con il paziente e la famiglia per conoscerci sul serio – conclude Bona -. I tempi di accesso sono rapidi:
dall’autorizzazione all’ingresso trascorrono in media pochi giorni.””. E per chi è già in cura a Candiolo, il passaggio è fluido e naturale: non si ricomincia da zero, si continua a camminare insieme, solo in una direzione diversa.