La storia di Rosario: dal campo alla cura
La partita più importante della mia vita
È iniziato tutto a novembre 2024. Un sabato mattina mi sono accorto che avevo qualcosa di strano: ho tossito e ho visto del sangue. All’inizio ho pensato a un semplice mal di gola, ma la mia dottoressa mi ha obbligato a fare una radiografia. Da lì sono passato alla TAC e si è vista una massa di sei centimetri nel polmone sinistro.
La diagnosi è stata pesantissima. Mi sono sentito perso. Ho provato un senso di vuoto, di smarrimento, una paura profonda. Il primo pensiero è andato ai miei figli. Avevano già perso la mamma e la cosa che mi spaventava di più era dover comunicare anche questa notizia a loro.
La diagnosi mi è stata fatta a Perugia. Tramite un’amica sono stato messo in contatto con la Dott.ssa Vanesa Gregorc. Non la conoscevo, ma me l’avevano consigliata. Già dalla prima telefonata mi ha trasmesso fiducia, mi ha rasserenato. Da quel momento è iniziato tutto.
È stato un percorso molto veloce: dopo una settimana l’ho incontrata e abbiamo programmato l’intero iter, dagli esami alla PET. Lì è arrivata la conferma della diagnosi, ma fortunatamente senza metastasi. Abbiamo iniziato con la terapia e poi, a febbraio, sono stato operato.
L’intervento e il percorso di cura
La massa si era ridotta grazie alla terapia. Il Dott. Andrea Droghetti mi ha operato. Io dico sempre che ha le mani d’oro, perché è stato fantastico. Mi ha operato il 24 febbraio e dopo appena un mese ero già fuori a passeggiare.
A Candiolo c’è qualcosa di speciale. Ho visto con i miei occhi quanto tutto sia organizzato e quanto velocemente si possa affrontare il percorso di cura. Mi sono sempre sentito seguito. Anche quando ero a Perugia avevo un contatto diretto con loro e questo ti dà forza, ti dà fiducia. Quando affronti una malattia hai bisogno di sentire che i medici sono con te.
Sentirsi a casa
La cosa che mi ha colpito di più è il personale sanitario. A Candiolo non ti senti in un ospedale. Ti senti quasi come se fossi a casa, in un luogo amico.
Anche la struttura è incredibile: non sembra un ospedale e, anche se può sembrare un dettaglio, dal punto di vista emotivo fa una differenza enorme. Ogni volta che parlo della mia esperienza consiglio sempre Candiolo a chiunque.

Il rapporto con lo sport
Per me lo sport è sempre stato vita. Fisicamente potevo camminare, ma mentalmente avevo un blocco. Avevo paura perfino di fare due passi.
L’idea di non poter più andare in palestra, correre o giocare a tennis mi faceva sentire perso. Sentivo che la mia vita fosse cambiata. Poi, però, ho accettato quella situazione e mi sono detto: “Il mio allenamento, adesso, è la cura”.
Oggi faccio di nuovo tutto. Forse anche troppo: palestra, tennis, corsa. Ho ripreso la mia vita. Mi sento una persona nuova, perché so da dove sono partito e so dove sono arrivato.
Sono contento di come ho affrontato tutto questo. Ringrazio le persone che mi sono sempre state vicine, perché i momenti bui non sono mancati. All’inizio mi sentivo anche in colpa nei confronti dei miei figli. A volte sembrava che ci credessero più loro di me. Il Dott. Droghetti, la Dott.ssa Gregorc, i miei figli e la mia famiglia mi hanno dato la forza per andare avanti.
I controlli e il legame con Candiolo
Ormai per qualsiasi controllo vengo solo a Candiolo. Ogni volta che torno mi emoziono. Rivedo tutti, mi salutano, mi abbracciano. È un posto che ormai sento mio.
La distanza non è mai stata un problema. Anche se arrivavo da Perugia, ne è sempre valsa la pena.
La forza per andare avanti
La forza l’ho trovata pensando ai miei figli. Pensavo al momento in cui avrei potuto riabbracciarli, rivivere momenti con loro e con mio fratello, rivedere tutte le persone a cui dovevo dire grazie. È questo che mi ha spinto ad andare avanti.
Il messaggio per chi sta affrontando la malattia
Non siamo soli. Non si è mai soli.
La diagnosi fa paura, ma la scienza oggi fa cose straordinarie. INOC è una realtà all’avanguardia e bisogna affidarsi a centri come questo e alle persone giuste.
Io sono orgoglioso di poter fare il nome di Candiolo. Dico sempre di non perdere mai la speranza. Nei momenti più difficili la forza la trovi anche nelle persone che hai accanto. Io ne avevo bisogno e oggi sento il desiderio di restituirla agli altri.
Come mi ha cambiato la malattia
Sono cambiato, ma allo stesso tempo sono rimasto la stessa persona. Sono positivo come lo sono sempre stato, però oggi guardo la vita con una prospettiva diversa.
Mi godo ogni momento. Un minuto trascorso con i miei figli oggi vale un mese. Un tramonto vissuto con una persona cara vale un anno.
Oggi apprezzo ancora di più il valore e la bellezza della vita.